Pierino Cavalleri, un cuore che batte rossonero da oltre 60 anni

Era il lontano 1949 quando l’89enne Pierino Cavalleri, storico segretario fino al 2003, entrò in punta di piedi nel magico mondo dell’Unione sportiva Legnanese. “Ero incuriosito – racconta come se fosse ieri -. Sono stato invitato al consiglio da Baratto. In quegli anni la Legnanese aveva in via Milano la “scuola del ciclismo”. La sede era in via Novara”. Pierino è sempre stato un appassionato di sport. Iniziò occupandosi del Legnano Calcio. “Per me era facile, abitavo vicino alla stadio. Vedevo i giocatori allenarsi. Io stesso correvo sulla pista di atletica del Mari”. Per la rossonera, però, fu un vero e proprio colpo di fulmine. Da quel giorno iniziò l’avventura con la società. “Ero il vice di Giovanni Mascheroni, il primo segretario nonché socio fondatore assieme a Savino Di Lernia e Pierluigi Landoni, poi presi il suo posto. Il presidente di allora era Pino Cozzi. Non ho parole per descriverlo. Era carismatico”. Nel 1973 Cozzi morì e prese il suo posto Pierluigi Landoni. Poi toccò a Repossi (“pignolo, ma brava persona. Durò solo due anni”) e ad Angelo Fedeli, che era presidente della Castoro Sport, ma fu indicato come successore di Repossi dal sindaco Piero Cattaneo. Cambiano i volti, ma il trasporto e impegno di Pierino rimaneva lo stesso. Anno dopo anno, infatti, l’emozione di far parte di qualcosa di unico, il cardiopalma prima di una Coppa Bernocchi o di altre gare erano sempre nuove. Non ci si abituava mai.  “Erano i tempi d’oro della Legnanese. Ho seguito la squadra ciclistica. Mi ricordo di Giuseppe Calcaterra e Ottavio Cogliati. Avevo anche i dilettanti di prima e seconda serie”. Pierino era e rimane colui che, seppur dietro le quinte, contribuì a tenere alta attenzione verso la società che ha fatto la storia del ciclismo italiano. Si potrebbe stare ad ascoltarlo per ore ed ore tanto scorrono fluidi i suoi ricordi e tanto interessanti sono gli aneddoti che riporta alla luce. Parla del passato come se fossero trascorsi solo pochi anni, riaffiorano dalla sua memoria luoghi e personaggi ormai dimenticati ma in lui sempre vivi ed è impressionante come, a distanza di ormai mezzo secolo, ricordi con precisione quasi maniacale nomi e luoghi appartenenti alla storia della Legnanese. Rispolvera dai suoi archivi foto ingiallite ricche di fascino e di personaggi che hanno fatto la storia del ciclismo e, giustamente, ci centellina tutto il materiale a sua disposizione con quella parsimonia che è tipica di chi come lui ha vissuto in prima persona la nascita e poi l’ascesa della “Gloriosa”. A Pierino Cavalleri va l’applauso e la stima di tutti coloro che amano il ciclismo e la Legnanese, persone come lui davvero hanno scritto pagine indelebili dello sport cittadino.