La favola del Tricolore tra storia e sport

image002 (2)Come in una favola tutto è andato per il  meglio. Il tricolore si è poggiato per la seconda volta sulle spalle dello squalo di Messina, Vincenzo Nibali, che ha illuminato la corsa con il suo raro talento. Se dovessimo cercare una metafora, la fuga impetuosa del campione siciliano negli ultimi metri della salita di Superga sarebbe perfetta per narrare l’avventura della U.S. Legnanese  che ha restituito il ciclismo alle strade di Legnano. Fatica e soddisfazione è l’ossimoro che meglio definisce l’organizzazione della Sportiva, ma ci sono vari elementi che meritano di essere analizzati nel bilancio complessivo. L’orgoglio cittadino, vicino ad una maglia, quella rossonera, che assiste ad una storia centenaria e sportivamente stellare,  è  la dimostrazione di questa affinità tra legnanesi e bicicletta, rappresentato da una folla consistente che ha invaso Largo Tosi ieri mattina, senza fare differenze tra donne e uomini, ma presente per la semplice e incontaminata passione per il ciclismo. Secondo elemento importante è e sarà la collaborazione con BPM, la sede non a caso troneggia sul luogo della partenza, che è stata salutata dal presidente della Sportiva con parole di entusiasmo:
”La partenza dei Campionati Italiani da Legnano dà il via ad una nuova grande collaborazione tra BPM e US Legnanese 1913 grazie alle carte di credito prepagate con il logo della Società e della ‘Bernocchi’.”  Stima e fiducia reciproca, quindi, alla base di questa pro-attiva cooperazione.

Un connubio che non riguarda solamente la sfera economica ma anche quella culturale, in quanto le vesti del Palio hanno incorniciato la prime ore della partenza ricordando che Legnano è anche città del Carroccio. E’ questo sottile filo storico e patriottico che accomuna le due città protagoniste dei Campionati italiani: Legnano, matrigna d’Italia dal 1176, quando le forze di Barbarossa furono sconfitte dalla Lega dei Comuni proprio nei confini della nostra città, e Superga (Torino) dove si erge la Basilica voluta dal duca Vittorio Amedeo II di Savoia, antenato dei futuri re d’Italia.

Storia e sport corrono nel sangue di queste città, dall’Alberto da Giussano al Santuario non ci poteva essere migliore percorso di questo quando la corsa si chiama: Campionato Italiano.