Auschwitz-Roma, l’arrivo nella Capitale

Roma, 6 settembre 2016 – Oggi la Città Eterna e la solennità del Vaticano hanno abbracciato i ciclisti per la pace. Dopo 2142 km, cento in più di quelli previsti, e dodici tappe che hanno attraversato l’Europa, dalla Polonia fino al Mediterraneo: Roberto Damiani, presidente della U.S. Legnanese, Giorgio Bittanti, Giacomo Cozzi e Sergio Venturini hanno completato un viaggio storico.

“In due settimane abbiamo provato emozioni di ogni genere – spiega Damiani -. La consapevolezza di aver vissuto e pedalato con un gruppo fantastico condividendo gioia e stanchezza ha reso questa esperienza indimenticabile e anche oggi abbiamo affrontato le ultime fatiche di un viaggio incredibilmente ricco di valori. Domani mattina ci sarà l’atto finale: incontreremo Papa Francesco.”

Auschwitz, e in particolare il campo di sterminio di Birkenau hanno lasciato il segno nelle parole di Giorgio Bittanti, ideatore del viaggio: “I binari morti del campo polacco sono l’immagine che più mi è rimasta in mente. Pensare al dolore e al desiderio di ritornare a casa delle persone che sono perite in quei luoghi è stato il motore dell’intera avventura. Sono ricordi indelebili. Devo ringraziare specialmente Giovanni Restelli e Sergio Venturini che ci hanno seguito e supportato, senza di loro non ce l’avremmo fatta”.

Le ultime parole spettano a Giacomo Cozzi, che ha pedalato per le ultime quattro tappe della Auschwitz-Roma: “La spiritualità dell’avventura è stata profondamente toccante, la sosta di Assisi in particolare, tra le mura medievali di un borgo spettacolare. Durante la tappa Fossoli-Riccione, inoltre, abbiamo pedalato con Maurizio Fondriest, un colpo di fortuna insperato. E’ andato tutto bene e sono orgoglioso di aver partecipato.”

Domani mattina ci sarà la migliore conclusione possibile: in udienza a San Pietro, i ciclisti consegneranno al Papa la maglia arcobaleno e possibilmente una bicicletta, testimonianza del valore aggiunto che lo sport può diventare per la pace.

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